Il crescente settore del “trail building” è ormai pronto al riconoscimento professionale


Fonte: IMBA Europe
Foto: IMBA US / IMBA Italia
Traduzione: Luca Bortolotti

Il gruppo di lavoro coinvolto nel progetto “DIRTT” (sviluppo delle risorse intereuropee per la formazione in ambito trail building) ha pubblicato i primi risultati dello studio condotto dalla facoltà degli studi Napier di Edinburgo (ENU).

L’indagine si è basata sull’analisi di quanto ruota attorno ai sentieri, e successivamente a ciò che ruota attorno ai consumatori, ossia ai frequentatori dei sentieri.

Nello specifico, sul settore dei sentieri ci si è rivolti alle società che operano nel trail building, al settore forestale, ai professionisti del turismo e ad altre parti coinvolte nella pianificazione, progettazione, costruzione, manutenzione e gestione dei percorsi MTB. 

In totale, gli intervistati sono stati 121, provenienti da 16 diversi paesi europei, che hanno fornito un quadro della situazione molto chiaro ed utile al progetto.

Dalla ricerca si evincono diverse lacune a livello di competenze legate alle varie realtà già presenti nel settore e quindi che le esigenze di formazione in tutte le fasi di sviluppo e gestione dei sentieri (prevalentemente per costruzione e manutenzione) sono la priorità assoluta.

C’è un aspetto comune nelle risposte di coloro che hanno preso parte all’indagine, ossia che esiste una forte domanda di formazione che attualmente non è disponibile. 

I responsabili delle imprese di trail building già operanti, hanno indicato che è difficile trovare personale davvero qualificato e competente, e che così l’introduzione di una formazione certificata nel settore sarebbe di notevole beneficio e aumenterebbe la qualità e la sostenibilità dei percorsi per mountain bike.

Per quanto riguarda i temi chiave per i requisiti di formazione, sia i costruttori professionisti che i volontari (es. associazioni del territorio) reputano elementi fondamentali la sostenibilità dei sentieri, la sicurezza, il trattamento delle acque meteoriche (drenaggio), il lavoro con diversi tipi di suolo e la documentazione finale. Chiaramente, i bisogni della seconda categoria in elenco, sono principalmente concentrati sulla costruzione di sentieri utilizzando strumenti manuali piuttosto che macchinari industriali, ma il focus principale rimane inalterato.

Il dottor Tom Campbell, della Edinburgh Napier University, ha detto della ricerca:

In generale, c’è stato un ampio consenso sugli argomenti da includere nell’apprendimento, ma soprattuto sul fatto che la qualità complessiva del prodotto sarà migliorata solo attraverso una maggiore formazione e sviluppo della forza lavoro. Ciò è di buon auspicio per lo sviluppo di corsi e ci aiuta a comprendere le esigenze e le aspirazioni del settore, sia su base professionale che volontaria “.

Le esigenze di formazione in tutte le fasi di sviluppo e gestione dei sentieri (prevalentemente per costruzione e manutenzione) sono la priorità assoluta.

Preferenze ed abitudini degli utenti

ENU ha condotto un secondo sondaggio rivolto al frequentatore finale, il biker, per garantire che i futuri programmi formativi e le linee guida siano in linea con il tipo di esperienza che cercano gli utenti di oggi. 

In totale, i 4324 intervistati da 28 diversi paesi europei hanno fornito dati molto interessanti per l’inclusione in questo rapporto, aiutando i partner del consorzio a comprendere gli obiettivi e le preferenze degli utenti, oltre a fornire una migliore comprensione del tipo di caratteristiche che gli appassionati di mountain bike vorrebbero vedere sui sentieri da loro frequentati.

Viene anche fatta una distinzione tra le capacità, le abilità del ciclista e le caratteristiche del percorso, in ottica di progressione del proprio livello di guida.

Il trail riding è stata la disciplina più apprezzata, selezionata dal 76% degli intervistati. 

L’enduro è stata la seconda scelta più popolare, selezionata dal 63% degli intervistati. 

Questo risultato si riflette anche nel tipo di percorsi che gli intervistati frequentano maggiormente. La maggior parte degli appassionati di mountain bike percorre sentieri singletrack più facili o più difficili ma sempre in connessione alla natura; le discese, le varianti di percorso e la qualità dei trail stessi sono comunque gli aspetti tenuti in maggior considerazione. 

La ricerca ha anche mostrato che la maggior parte degli intervistati (90%) vorrebbe migliorare le proprie capacità di guida, ma che una percentuale significativa di loro (37%) ha indicato di non avere a disposizione sufficienti percorsi adatti a facilitare il progresso delle proprie abilità.

Molti partecipanti (65%) hanno indicato che percorrere sentieri costruiti appositamente per loro era importante o addirittura molto importante.

Alla domanda su quale sia la motivazione principale che li spinge ad andare in mountain bike, la totalità delle risposte non si discosta molto rispetto a quanto emerso dagli studi precedenti: l’esercizio fisico, la connessione con la natura, il divertimento, la sfida personale e la fuga dalla quotidianità (esperienza di riding in solitaria) sono entrati nella top 5. 

Gli appassionati di mountain bike si sentono legati alla natura e sono tutti d’accordo che la natura stessa vada protetta, mettendo così la preoccupazione per la salute ambientale al di sopra della qualità del sentiero nella maggior parte delle aree di loro residenza. 

Tuttavia, questo non si riflette sempre nelle azioni o nelle aspettative degli intervistati e per questo potrebbe essere necessario implementare l’istruzione/formazione per allineare le loro intenzioni con le loro azioni effettive.

Thomas Larsen Schmidt, presidente di IMBA Europe e consulente di DGi Outdoor, ha dichiarato:

I risultati mostrano chiaramente quanto si siano ampliate le necessità e le esigenze del mondo bike attuale. 

Ora abbiamo una migliore comprensione di ciò che i diversi tipi di utenza, soprattutto in base alle loro esperienze formative, necessitano per migliorare le loro capacità. Abbiamo anche imparato qualcosa in più sulla connessione con la natura dei mountain biker e siamo entusiasti della prossima fase del progetto in cui inizieremo a implementare tutti i risultati chiave di entrambi i rapporti in questo primo quadro educativo.”

La ricerca ha anche mostrato che la maggior parte degli intervistati (90%) vorrebbe migliorare le proprie capacità di guida, ma che una percentuale significativa di loro (37%) ha indicato di non avere a disposizione sufficienti percorsi adatti a facilitare il progresso delle proprie abilità.

Inclinometro alla mano si inizia a tracciare

I prossimi passi

I risultati di entrambi i rapporti verranno utilizzati nella fase successiva del progetto, dove gli stessi partner svilupperanno un protocollo didattico che costituirà la base di tutti i futuri corsi DIRTT. 

Il primo corso del progetto DIRTT (che è poi uno dei pre-requisiti richiesti dall’attuale finanziamento europeo Erasmus+), sarà un corso di livello 5 EQF (European Qualification Framework) di 900 ore, composto da diversi moduli specifici.

I risultati emersi, sia dai rappresentanti del settore che dei consumatori (ciclisti) sono stati recentemente condivisi con i gruppi di riferimento IMBA nazionali ed europei. 

Questi gruppi di riferimento sono costituiti da collaboratori esterni, attivamente coinvolti nel settore dello sviluppo dei percorsi MTB; inviando informazioni e fornendo feedback sui risultati preliminari del progetto a livello nazionale, aiuteranno a implementare i programmi di formazione  nella fase finale del progetto.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sul progetto, visitare il sito web di IMBA Europe o scaricare il rapporto completo qui.

I partner del progetto

  • Fagskolen Tinius Olsen (NO)
  • Edinburgh Napier University (UK)
  • Agueda Camara Municipal (PT)
  • DGI Outdoor (DK)
  • Scottish Cycling (UK
  • Opplysningskontoret for Terrengsykling (NO)
  • BikePlan AG (CH)
  • IMBA Europe (NL)

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